STRATEGIE PROFESSIONALI

per la prevenzione e il risanamento
della crisi e dell'insolvenza

Attività

Riscossione

La cartella di pagamento (o cartella esattoriale) è un atto amministrativo mediante il quale l’Agente della riscossione richiede al contribuente il pagamento di somme relative a imposte, tasse o contributi non ancora versati, a seguito dell’attività di controllo svolta dall’ente creditore (ad esempio Agenzia delle Entrate, INPS o Comuni).

Lo Studio assiste il Cliente nella lettura e nella verifica della cartella, controllando:

  • la correttezza degli importi richiesti;
  • il rispetto dei termini di decadenza e prescrizione;
  • la presenza di eventuali provvedimenti di sgravio o sospensione;
  • la coerenza tra quanto richiesto e gli atti presupposti (avvisi di accertamento, avvisi di addebito, ecc.).

Sospensione legale e verifica degli importi

Il contribuente può presentare una dichiarazione di sospensione legale in cui indica i motivi, previsti dalla legge, per i quali ritiene di non dover pagare, in tutto o in parte, le somme richieste.

In tal caso, l’Agente della riscossione è tenuto a sospendere le procedure di recupero coattivo per effettuare le opportune verifiche. La dichiarazione deve essere fondata su almeno una delle seguenti circostanze:

  • prescrizione o decadenza del credito prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo;
  • provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
  • sospensione amministrativa o giudiziale del credito;
  • sentenza che annulla, in tutto o in parte, la pretesa dell’ente creditore;
  • pagamento già effettuato prima della formazione del ruolo.

Lo Studio supporta il Cliente nella predisposizione e presentazione di tali istanze, curando sia il profilo sostanziale (motivi giuridici e documentazione di supporto) sia quello procedurale (termini, modalità di presentazione, interlocuzione con l’Agente della riscossione e con l’ente creditore).

L’ente creditore deve comunicare l’esito dell’esame della dichiarazione al debitore entro 220 giorni dalla data di presentazione; in mancanza, le somme iscritte a ruolo vengono annullate di diritto.

Ricorsi, sospensioni e soluzioni sostenibili

Il contribuente che ritenga infondata la pretesa, oltre a richiedere all’Agente della riscossione l’annullamento in autotutela della cartella di pagamento, può proporre ricorso alla Corte di giustizia tributaria di primo grado entro 60 giorni dalla notifica della cartella.

Chi ha proposto ricorso può inoltre chiedere la sospensione dell’efficacia della cartella di pagamento, qualora ritenga di poter subire un danno grave e irreparabile dall’esecuzione del pagamento prima che la Corte si pronunci.

In questo ambito, lo Studio:

  • valuta la convenienza e fattibilità del contenzioso, rispetto ad altre soluzioni;
  • redige i ricorsi e le istanze di sospensione;
  • assiste il Cliente nelle procedure di rateizzazione del debito, nelle definizioni agevolate e nella negoziazione di piani di rientro strutturati, in linea con la capacità finanziaria effettiva.

L’obiettivo è riportare la posizione debitoria sotto controllo, riducendo il più possibile l’impatto economico e finanziario delle procedure di riscossione, nel rispetto del quadro normativo vigente.